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Il percorso formativo per il mediatore linguistico è articolato in 1000 ore di cui: 680 di lezioni in aula, 300 di stage e 20 di esami. Frequenza obbligatoria e gratuita da novembre 2009 a luglio 2010 presso la sede di Torino, via delle Rosine, 14. Il corso prevede, per l'edizione 2008/09, combinazione linguistica curricolare di INGLESE e FRANCESE, affiancate allo studio di una terza lingua, il RUSSO, grande interesse rispetto ai nuovi mercati. Costituiscono obiettivi primari della formazione: il perfezionamento nell'espressione scritta e orale in lingua italiana (in quanto lingua madre dei partecipanti); l'acquisizione di adeguate competenze scritte e orali nella prima e nella seconda lingua straniera curricolari; l'analisi delle dinamiche aziendali, con particolare riferimento al marketing e alla promozione internazionale di merci/prodotti/servizi; l'acquisizione di strumenti e conoscenze relative alla gestione dei rapporti interpersonali, alla ricerca documentale, alle strategie di comunicazione, con particolare riferimento a riunioni di lavoro e trattative commerciali, anche in lingua straniera; lo svolgimento di attività di formazione pratica sull'uso del PC, secondo lo standard definito dalla European Computer Driving Licence - ECDL; il raggiungimento di buona autonomia organizzativa, tale da consentire l'inserimento in diversi ambienti di lavoro, attraverso le esperienze di stage, che rappresentano circa il 30% del percorso formativo
Il corso è proposto con modalità innovative sul piano metodologico-didattico, che contribuiscono a rafforzarne la coerenza. Vengono in particolare utilizzate tecniche di psicologia applicata, finalizzate a contenere il rischio che si verifichino conflitti e incomprensioni che mettono a repentaglio le relazioni e possono quindi avere una pesante ricaduta sull' andamento dell'attività didattica. Alla base della nostra azione formativa poniamo quindi l'attenzione al passaggio delle comunicazioni tra i diversi attori coinvolti nel processo di apprendimento (livello dirigenziale, organizzativo, didattico e dei discenti) e alla possibilità di esplicitare in modo protetto qualsiasi tipo di disagio. La fluidità nel passaggio di informazioni permette infatti di identificare e fronteggiare per tempo problemi sia di tipo organizzativo che relazionale, favorendo la crescita personale, l'empowerment dei singoli discenti e sostenendo i docenti nella gestione di un efficace sistema di apprendimento.
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